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SCHEDA EVENTO

Arduino Cantafora | Alessandro Mendini - Cose, Case, Città

Antonio Colombo Arte Contemporanea è lieta di presentare Cose, Case, Città, doppia personale di Arduino Cantafora e Alessandro Mendini, a cura di Ivan Quaroni. La mostra raccoglie opere di vari periodi, che incarnano aspetti diversi, e perfino contrapposti, della cultura visiva postmoderna al confine tra arte e architettura.

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Orari durante il Fuorisalone:

Da Martedì 12 Aprile a Venerdì 15 Aprile dalle 11.00 alle 20.00

Sabato 16 e Domenica 17 Aprile dalle 13.00 alle 19.00

Entrambi architetti, artisti e scrittori, ma anche raffinati intellettuali, Alessandro Mendini e Arduino Cantafora si cimentano, attraverso le loro opere, in un serrato confronto di stili, linguaggi e ossessioni antitetiche.

Due anime del Postmoderno, quella post-avanguardista, neofuturista di Mendini e quella anacronista, retrospettiva, classica di Cantafora, il primo guarda avanti, inventa i concetti di "Cosmesi Universale" e il "Design Pittorico", il secondo torna al mestiere, al rapporto con la realtà ottica. Due anime, la neomoderna e la classica che hanno convissuto nel Postmodernismo, così come fecero la Transavanguardia, gli Anacronisti, i Citazionisti e i Nuovi Nuovi, incarnando i vari aspetti di una medesima attitudine verso il ripescaggio e il ripensamento della storia dell’arte.

 

In mostra, di Arduino Cantafora saranno esposti alcuni dipinti di vedute di città silenti della serie Domenica Pomeriggio accanto alle composizioni complesse dei Teatri di Città, e ad una selezione di opere più piccole dedicate a scorci di interni. Alessandro Mendini, invece, esporrà opere su tavola e tela, dipinte con una speciale vernice alla nitro, alcuni oggetti e prototipi oltre che una serie di disegni degli ultimi anni. Le sue opere saranno inserite in un wallpainting policromo site specific.

 

Allievo e collaboratore di Aldo Rossi fino al 1978, ma con un background che affonda le radici nell’interesse scientifico per una lucida e razionale riproduzione realistica, Arduino Cantafora ha dipinto opere in cui non solo l’architettura urbana, ma anche gli interni domestici, gli oggetti e i luoghi sono descritti con un impressionante rigore e una straordinaria acribia tecnica.

Architetto, insegnante e scrittore – tra i suoi scritti vale la pena ricordare almeno Quindici stanze per una casa, pubblicato da Einaudi– Arduino Cantafora è autore di una pittura pulita, otticamente esatta, spesso imbevuta di umori mercuriali e malinconici. I suoi dipinti, che spaziano dalle vedute urbane alle allegorie architettoniche, dagli interni borghesi alle vecchie locomotive a vapore,

 

 

mostrano che alla base del suo modus pingendi c’è sempre un profondo interesse umanistico per lo studio morfologico delle forme.

Influenzato da Caravaggio e dalla pittura lombarda del Cinque e Seicento, ma anche dal Divisionismo, dal Purismo e dalla Metafisica, il linguaggio figurativo di Arduino Cantafora si configura come l’esito di un personalissimo percorso memoriale, che parte da una sentita adesione al dato ottico per ricostruire l’identità storica individuale e collettiva. Un’attitudine, questa, che ha poi tradotto in una pratica didattica al Politecnico di Losanna e all’Accademia di Architettura di Mendrisio, dove ha affrontato i diversi temi legati al problema della rappresentazione. “Ho sempre sperato, durante gli anni di insegnamento”, ha confessato l’artista, “di riuscire a contribuire al piacere di vedere le cose, allo stupore della visione come fattore di libertà inalienabile individuale, che nel sapere cogliere lungo l’arco del giorno e delle stagioni il rincorrersi della luce, possa incontrare la sempre identica a se stessa gioia dell’essere”.

 

Architetto, designer, teorico e scrittore, Alessandro Mendini ha passato l’infanzia in una casa borghese disegnata da Piero Portaluppi, circondato dalle opere dei maggiori artisti italiani del Novecento collezionate dai suoi parenti. A questo imprinting visivo, fondamentale per la sua formazione, si è unita poi una vivace passione per il disegno. Dopo la laurea in architettura, inizia a lavorare allo Studio Nizzoli, ma nel 1970 lascia la progettazione per dirigere le riviste “Casabella”, “Modo” e “Domus”, attraverso cui diffonde le sue idee di rinnovamento nel design. Alla fine degli anni Settanta entra nello Studio Alchimia, il gruppo di design radicale che negli anni Ottanta riscrive le regole della progettazione in senso anti-funzionalista, puntando sulla produzione di oggetti di puro piacere, prototipi, mobili, ambienti, installazioni e arredi ispirati all’estetica kitsch e all’arte popolare.

Nel design come nell’architettura, Mendini affronta il progetto come arte e l’arte come progetto, creando curiose contaminazioni tra pittura e architettura e inventando concetti provocatori come “Design Pittorico”, “Artigianato Informatico” e “Architettura Ermafrodita”.

Seguendo una logica paradossale, infatti, Mendini trasferisce in pittura l’approccio ideativo del design e dell’architettura, mentre infonde in questi ultimi l’impulso emozionale dell’arte. “Data l’insufficienza del progetto a fronteggiare il mondo”, scrive nel 1986, “esso viene sostituito dal dipinto, che diventa un’opera senza principio, senza fine e senza giustificazione, una formalistica rete di stilemi e riferimenti visivi, simile al frangersi di un’onda”.

I suoi oggetti, così come i suoi dipinti sono contrassegnati dall’invenzione di un personale alfabeto di forme astratte, modellate sulla reinterpretazione dei linguaggi delle avanguardie moderniste e futuriste. Nei disegni, affiora, invece, l’anima più ironica e poetica di Mendini, incline alla creazione di racconti visivi sospesi tra il bozzetto e il progetto, eternamente in bilico tra il bisogno di costruire e il desiderio di sognare.


ESPOSITORI
& AZIENDE

Antonio Colombo Arte Contemporanea

La galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea inaugura a Milano nel 1998, presentando fin dagli esordi una selezione di artisti italiani particolarmente legati al gusto del suo fondatore. Espone agli inizi prevalentemente giovane arte italiana, con qualche estemporanea apertura anche ad artisti stranieri, e con un’attenzione per la pittura. Tra le principali mostre personali, ricordiamo quelle di Silvia Argiolas, Gabriele Arruzzo, Marco Cingolani, Francesco De Grandi, Fulvio Di Piazza, Nathalie Du Pasquier, El Gato Chimney, Tom Fabritius, Thomas Flechtner, Matteo Guarnaccia, Giuliano Guatta, Laboratorio Saccardi, Francesco Lauretta, Miltos Manetas, Andrea Mastrovito, Luca Pancrazzi, Luigi Presicce, Giuliano Sale, Andrea Salvino, Marta Sesana e, tra le prime, quella dedicata a Mario Schifano, con 3.000 fotografie ritoccate. Non mancano, negli anni, importanti collettive a tema: Senza mani! Provos e biciclette bianche, dedicata al movimento ribelle olandese dei Provos, The Black Album, ispirata al Rock metallico, con trenta artisti internazionali e italiani, Senza freni!, con artisti che hanno interpretato Bulli, lo storico pulmino Volkswagen, tenendo a battesimo la rivista d’arte “No”; Wearproof che è stata dedicata alla pittura internazionale con artisti inediti in Italia, e ancora I was so much older then, I’m younger than that now, curata da Luca Beatrice, che ha raccolto i lavori di 18 importanti artisti attivi fra gli anni 80 e 90, e Orde di Segnatori, con segni e disegni di oltre 25 artisti italiani e stranieri, da Lawrence Ferlinghetti a Barry McGee, da Gino De Dominicis a Daniele Galliano. Nel 2009 inaugura Little Circus, spazio all’interno della galleria dedicato ai progetti speciali, dove si susseguono numerose mostre e installazioni. Anche la passione per la musica rock ha un ruolo nella scelta di alcuni artisti come Moby, Daniel Johnston e Mike Giant. Dal 2008 iniziando con la collettiva Fantasilandia, la sua attenzione si concentra su artisti internazionali esponenti della nuova arte visionaria, della quale presenta importanti esponenti: Anthony Ausgang, Gary Baseman, Tim Biskup, Clayton Brothers, Ryan Heshka, Gary Taxali e Eric White.
LOCATION

Galleria Antonio Colombo
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Via Solferino, 44

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